” L’OLIO DI LORENZO” è uno dei film più belli che io conosca,
non solo per la straordinaria interpretazione dei protagonisti, ma sopratutto per il suo significato……….anch’io avevo pensato di proporlo
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meriros
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frangianco88
Uno dei film che vorrei proporre per la prossim “sessione” del Cin@Med è Lorenzo’s Oil (in italiano La storia di Lorenzo). Per un piccolo assaggio questo è il link http://www.mielina.org/lorenzo/storia.html.
Non è molto incentrato sui medici, ma può insegnarci il carattere che bisogna avere per entrare nel mondo della ricerca scientifica!! Fatemi sapere…. -
chimesoffreedom88
“Ma guardare per sapere,mostrare per insegnare, non è questa una forma tacita di violenza, assai più offensiva per il suo silenzio, su un corpo malato che richiede di essere confortato, non messo in mostra. Il dolore può essere spettacolo?”
Michel Foucault, Nascita della clinica
Ho trovato queste due righe in un libro che sto leggendo.
Non hanno in sé un messaggio innovativo e illuminante, sono semplicemente vere.Mi sembravano molto ben ricollegabili all’ultimo film visto insieme.
Purtroppo però, “guardare per sapere e mostrare per insegnare” è il mezzo più efficace, non solo nella Medicina.
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faustorispoli
“Io amo gli uomini che cadono, se non altro perché sono quelli che attraversano” Friedrich Nietzsche
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pdm09
Sono molto felice e ringrazio Fausto del suo ingresso nel Blog. Lo ringrazio anche dell’invito alla discussione.
Su sollecitazione di Fausto, vi andrebbe di fare un incontro a fine gennaio/febbraio per aiutarci a meglio programmare il futuro? Fausto, ovviamente, è invitato all’incontro e ialla ripresa delle proiezioni. .Sono molto felice perchè questo era lo spirito. Legare i pensieri e condividere le riflessioni tra gli studenti indipendentemente dall’anno di corso e dal Corso di Laurea.. Un pò crescere insieme.
Come mia riflessione: ho ritrovato nella lezione del prof.Paush una stupenda risposta alla solitudine dei personaggi dell’ultimo film che abbiamo visto ( La forza della mente) e che è ritornata spesso nella vostra discussione successiva.
Ho ritrovato anche una frase che dico sempre ai miei collaboratori: “mai sottovalutare l’importanza di divertirsi!” Divertirsi aiuta a creare una sana distanza dalle cose che facciamo che ci permette di osservarle senza esserne travolti. Non è un banale invito al disimpegno, ma la capacità di vedere i limiti e gli eccessi. Di dare alle cose il giusto valore, mettendole in relazione con un più complessivo senso della vita. Nello studio, nella carriera, nella professione. ( lo avete detto commentando “il grande cocomero”)A costo di essere noiosa: perchè non “scivete” le cose “dette” in aula? La memoria della discussione svanisce.
a presto
pdm-
Anonimo
Anch’io ci sarò sia a gennaio/febbraio che alla proiezione e mi fa piacere vedere il successo dell’idea.
A presto,Fausto
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faustorispoli
Really Achieving Your Childhood Dreams” (Realizzate i Vostri Sogni d’Infanzia”)
Il 25 luglio 2009 nell’aula piccola del Cep, grazie alla disponibilità qualificabile solamente come eccezionale della professoressa Valanzano studenti del V-VI anno di Medicina,studenti afferenti da altre facoltà e Medici hanno potuto dar luogo ad una proiezione commemorativa della versione integrale della Last Lecture tenuta a Pittsburgh presso la CMU dal professor Paush.
Nel momento in cui ci venne data l’opportunità della proiezione la professoressa mi fece personale domanda di integrare successivamente la proiezione all’interno del progetto CineMED.
Allego la domanda che spedii a lei via mail il Luglio scorso contenente le motivazioni che mi spinsero a proporla all’intera comunità accademica.Grazie all’aiuto del Prof. Formiconi contiamo di ripresentare la versione integrale della Last Lecture durante il corrente anno accademico. E questo Blog Post vuole essere uno spunto per tutti di dibattito virtuale e trasparente sull’utilità pedagogica del progetto.Speriamo pertanto la mail risulti persuasiva oggi per chi legge e vede il video per la prima volta come lo risultò allora.
Fausto
“Richiesta proiezione Last Lecture del prof. Randy Paush
Gentile presidente,
sono uno studente iscritto al V anno di corso,le scrivo per sapere
cosa pensa a proposito dell’utilità pedagogica di condividere con i
miei colleghi e con le persone della nostra facoltà il video di una
lezione tenuta dal prof. Randy Paush dal titolo Last Lecture
Presso la la Carnegie Mellon University(CMU) di Pittsburgh,
Pennsylvania c’è una tradizione e un’opportunità per gli accademici :
tenere una lezione sul tema di un ipotetico “esposto finale” sulla
base della precisa domanda “quale massima provereste a comunicare al
mondo se sapeste di avere un’ultima possibilità di farlo?”. La “Last
Lecture” tenuta da Randy Paush (http://it.wikipedia.org/wiki/
Randy_Pausch),professore di informatica, interazione umano-computer e
design,aveva come tema “Realizzate i Vostri Sogni d’Infanzia” (“Really
Achieving Your Childhood Dreams”),il tema durante la lezione poi di
rivelerà anche essere “Come vivere la vostra vita”.Come vedrà dal video che le allego,il professore Paush era nella fase
metastatica e terminale di un cancro al pancreas nel momento in cui
teneva la lezione agli studenti, pur godendo di buona forma
fisica.Egli è venuto a mancare il 25 luglio 2008.Il mio proposito che
lascio al suo giudizio di professore e presidente del corso di Laurea
è quello di proporre nella ricorrenza di un anno dalla sua scomparsa
il video della sua Last Lecture presso la nostra facoltà.Avverto i motivi per i quali le scrivo oggi questa mail tutti giusti e
quindi percepisco questo video come una cosa necessaria su più
piani.Assolutamente non secondari quelli deontologici e d’ispirazione
in quanto futura classe medica.Inoltre,in maniera molto semplice,credo
non ci sia alcun motivo davvero importante per non scegliere di
rendere partecipe la comunità universitaria di un’opportunità così
formativa o per la ritrosia di fronte alle innovazioni.Nel video del professore temi centrali sono la correttezza dei nostri
comportamenti nei riguardi degli altri,l’impegno totale verso le
nostre cause e il mai arrendersi di fronte alle sconfitte,la scelta di
uno stile di vita energetico per godere appieno dei momenti della
vita,l’importanza di non sottostimare mai il divertimento,il carattere
necessario della sincerità.Questi valori e queste norme di vita sono
da lui esposti come necessari da conservare e conseguire per i singoli
individui ed anche nel rispetto degli altri.Poiché gli unici giusti.Mi rendo conto che la proiezione di un video di questo tipo
costituirebbe “la prima volta” di una serie di momenti per la nostra
facoltà.Soprattutto,la prima volta di una lezione tenuta da un
professore non fisicamente presente in aula,in maniera multimediale.La
prima volta di una lezione di questo tipo da un professore di un’altra
facoltà.La prima volta che uno studente, non facente parte di nessuna
associazione o organizzazione universitaria, pensando di proporre una
cosa utile per gli altri percepiti come membri della sua comunità
crede giusto e necessario condividere questa poiché
formativa,giusta,motivante,d’inspirazione.E’ un fatto noto che nella carriera universitaria di tutti gli
studenti di Medicina gli stimoli per la crescita scientifica,tecnica e
psicologica sono quelli che i docenti da un lato e i pazienti
dall’altro ci sanno offrire.Ritengo che la Last Lecture sia uno degli
stimoli più coinvolgenti ed appassionanti su entrambi i fronti.Una
delle più belle lezioni concepibili da un professore per i propri
studenti,e come vedrà nel finale del video,soprattutto, non soltanto
per loro.Uno dei più persuasivi inni alla vita dati dati da una
persona malata che affronta in un modo fuori dall’ordinario esperienze
fra le più tristi,la morte a distanza di pochi mesi e il fallimento di
tutte le terapie.Nell’ipotesi lei ritenga utile la Lecture,in maniera davvero
secondaria a termine della lezione mi farebbe anche piacere parlare di
come effettivamente questi insegnamenti possono essere utili anche per
noi a Firenze, come persone,studenti di medicina,futuri medici.E come
questa mia volontà sia merito di uno degli insegnamenti del video.La
gratitudine verso gli altri.In particolare, verso lo stesso professor
Paush.Per molte ragioni,oggi e soprattutto per il solo fatto di poter
pensare di studiare in una facoltà di Medicina capace di recepire una
delle più belle lezioni di vita di un professore americano ai suoi 3
figli e agli studenti mi sento particolarmente fortunato ed in una
posizione privilegiata all’apprendimento.Resto a sua totale disposizione per qualsiasi ulteriore informazione,
Una buona giornata e buona visione,
Fausto Rispoli
matricola 3873868″
faustorispoli
frangianco88
Vorrei commentare il film con una frase:
“La gioia è trovarsi a proprio agio nel dolore” [Carmen Consoli]
redameise
è tutta la mattina che ci penso, vorrei rispondere al ragazzo che ieri durante la discussione ha chiesto come ci si può “preparare” ad affrontare il problema della morte.
Giusto ieri mattina, parlando con degli amici del terzo anno di Medicina, ho sentito queste parole: “l’ultima ora non segue nessuno, ci sarebbe psicologia, ma NON c’ è l’ esame”…
L’ umiltà nell’ ascoltare TUTTO…ci forma.
Poi uno rielabora, sceglie e seleziona le informazioni a lui più utili, ma se sono lì,qualcosa danno SEMPRE e comunque.
Un po’ come la polemica iniziale per Cin@med…io ritengo di essere cresciuta, di esserne uscita arricchita, forse, se non fosse stato obbligatorio, avrei perso qualcosa di importante.
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vivo un morire
Secondo me ad affrontare la morte non ti prepari mai completamente. Credo che al massimo una persona possa valutare i propri limiti, per le esperienze che lo hanno toccato personalmente, ma affrontare la morte, o peggio, la comunicazione della morte, ai parenti o ai figli o ai genitori, credo che sia l’unico vero compito ingrato del medico. Spero di sbagliarmi, anzi, spero di essere smentita; io ho solo sfiorato la faccenda durante un tirocinio a terapia intensiva neonatale e personalmente sono quasi svenuta (bruttissima reazione, lo ammetto, ma proprio per questo farò in modo di stare alla larga dal pronto soccorso o dalla rianimazione…) di contro ho constatato come le persone che lavoravano nel reparto erano perfettamente in grado di considerare l’evento come possibile e quindi di gestirlo sicuramente in modo migliore. Probabilmente serve una buona preparazione e improvvisare è deleterio per tutti, ma a chi spetta questo tipo di training? chi ci insegna?
iamarf
Purtroppo non sono potuto rimanere. Com’è andata la discussione?
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vivo un morire
strabene, ed io sono arrivata in ritardo! ce ne fossero di più di lezioni così…

faustorispoli 8:11 pm on 14 dicembre 2009 Permalink |
non condivido la spettacolarizzazione ma penso che all’interno di questo blog il contributo una persona come lui non potesse mancare
redameise 3:19 am on 16 dicembre 2009 Permalink |
grazie